Archivio mensile:dicembre 2012

Rassegna(ta) stampa

Non c’è che dire: appena s’è diffusa la notizia della sua ricandidatura, all’estero l’hanno presa bene.

A volte ritorna(no)

Come volevasi dimostrare, nonostante Mario Monti avesse annunciato (a borse chiuse) le sue dimissioni, effettive (solo) dopo l’approvazione del Dl Sviluppo, la reazione dei mercati non si è fatta attendere. E diciamo che non hanno preso bene il ritorno in campo del Cav. Lunedì 10 lo spread ha fatto segnare quota 360 punti, chiudendo a 350 (venerdì 7 era a 323). Per capirci, Monti si insediò con lo spread a quota 574 e lunedì 3 dicembre aveva fatto toccare, per la prima volta dopo mesi, un valore inferiore ai 300 punti (298). Gioia effimera.

Qualcuno dovrebbe renderne conto.

Un tranquillo weekend di paura

Quello che poteva essere un tranquillo sabato sera come tanti altri s’è presto trasformato in una serata che neanche nella hall dell’Overlook Hotel. Tam tam di agenzie, voci incontrollate, “Monti al Quirinale da Napolitano”, fino all’inatteso “Monti annuncia le dimissioni” (qui il comunicato della Presidenza della Repubblica).

C’è il timore di esser tornati indietro di tredici mesi, a quel 12 novembre 2011 in cui Silvio Berlusconi rassegnò le dimissioni, avendo vanificato l’interregno-Monti con un solo, improvvido, irresponsabile gioco a due della premiata ditta Berlusconi-Berlusconi-Alfano. Non è un caso, infatti, se martedì 3 dicembre lo spread, dopo aver toccato quota 298 (con l’obiettivo mai nascosto da Monti di scendere fino a 287, vale a dire la metà di quell’incredibile 574 nel giorno del suo insediamento), sia prontamente schizzato a 330 all’annuncio del mancato voto di fiducia al Dl Sviluppo del PDL, sempre più ostaggio del suo padre padrone, dopo le dichiarazioni del ministro Passera che ne scongiuravano un ritorno.

Staremo a vedere come reagiranno lunedì borse e mercati. Mai come stavolta, però, si dovrà commettere l’errore di dimenticare i nomi dei responsabili di questo sfascio. Li conosciamo tutti.

Capitolo primo

Pur essendo (solo) nella mia testa da tanto tempo, questo blog nasce come reazione. Nasce come risposta (a un evento importante nel corso della storia politica di questo paese: le annunciate dimissioni del premier Mario Monti dopo che Angelino Alfano lo aveva di fatto sfiduciato). Soprattutto, nasce per rabbia. E a leggere le premesse, forse nasce male.

Forse non si dovrebbe scrivere arrabbiati, un po’ come quando non ci si dovrebbe mettere arrabbiati, spaventati, esaltati (o ubriachi) alla guida. Ma scrivere, si sa, può essere un’ottima medicina, e soprattutto può essere meno pericoloso che sfrecciare in auto (no, Saviano e Rushdie non leggeranno questo blog).

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