Archivio mensile:luglio 2013

La doppia morale a Cinque Stelle

Non mi è mai piaciuto offendere o ironizzare su qualcuno in difficoltà. E non perchè sia un boy scout o perchè passi il tempo libero ad aiutare anziani ad attraversare sulle strisce: solo per carattere. Certo, magari una caduta goffa fa ridere, ma generalmente mi interessa di più chiedere a chi è inciampato se si è fatto male.

Viste queste premesse, figuriamoci quale possa essere il mio punto di vista su chi ironizzi su una persona con problemi di salute. Parlo, ovviamente, di ciò che è successo a Matteo Dall’Osso l’altra notte in aula.
Come “attenuante generica” al comportamento dei deputati di PD e Scelta Civica che l’hanno deriso, devo pensare che potessero non conoscere le condizioni di salute del loro collega: una punzecchiatura, anche un po’ cretina, tra colleghi che non si vedono di buon occhio ci può pure stare, uno sfottò verso qualcuno in difficoltà e di cui si conoscono le reali condizioni no, mai.
È per questo, per quel po’ che vale, che esprimo tutta la mia solidarietà al deputato Dall’Osso e la mia condanna a deputati che forse pensavano di essere allo stadio o al Bar Sport: le “attenuanti” forse possono provare a fornire una spiegazione al gesto, certo non a giustificarlo.

C’è però un altro punto, anche piuttosto scivoloso. Sul proprio blog, c’è qualcuno che da Genova “si costerna, s’indigna, s’impegna” per quanto successo a un suo deputato. Tutto giusto, tutto sacrosanto. Se non fosse, però, che questa persona, insieme ai suoi parlamentari, è la stessa persona che ironizzava sulla “tenuta” del Presidente della Repubblica, classe 1925. Un ottantottenne. “Morfeo”, “Abbiamo tenuto sveglio Napolitano”, “Si goda i nipotini”.
Senza dimenticare l’ironia, se così si può chiamare, sui difetti fisici degli avversari (“psiconano” non l’ho inventato certo io. E peraltro, non mi sembra che Grillo abbia mai partecipato allo Slam Dunk Contest). Espressioni che neanche alla festa della Lega in qualche paesino del bergamasco.

L’ironia e la mancanza di rispetto nei confronti di persone anziane (e sto volutamente ignorando il ruolo istituzionale) e di persone con difetti fisici non sono meno gravi, per quanto mi riguarda, dell’ironia nei confronti di persone malate.
E dunque, caro Grillo, non puoi permetterti di fare la morale.

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