Archivio mensile:luglio 2014

Salomone non si tocca

Tra un’amichevole estiva e un rinforzo dal calciomercato, la notizia è deflagrata come una bomba: Michele Salomone non farà più le radiocronache del Bari. Anzi, della FC Bari 1908. E ha lasciato strascichi pesantissimi, come prevedibile. Facile, con numeri-record alle spalle.

Ai baresi non c’è bisogno di presentarlo, Michele. È uno di loro, che entrava in casa della gente tramite le frequenze prima di Radionorba, quindi, da due anni a questa parte, di Radio Puglia. Uno a cui i baresi avrebbero volentieri fatto commentare anche la Nazionale o Germania-Argentina. E chi se ne frega se una volta confonde un giocatore con un altro e se un’altra volta gli parte il falsetto.

Ai non baresi, però, va presentato. È uno che, quando Radionorba due anni fa sceglie di non puntare più sulle radiocronache del Bari, non esita a lasciare il gruppo Norba e parte della sua vita professionale per la scommessa-Radio Puglia. E la scommessa l’ha vinta, con i tifosi che l’hanno seguito in tutto il mondo, grazie allo streaming e alla app per smartphone.
Michele è uno di quelli che, per garantire le radiocronache dei match estivi di Coppa Italia, se li autoproduceva, pur di non interrompere questa specie di “servizio pubblico”. E se questo ancora non rende l’idea, basti pensare che quando arrivò in aeroporto con la squadra da Latina dopo il doppio pareggio che ci estromise dalla finale playoff, i tifosi bramavano una foto con lui come con Sciaudone, Galano, Polenta o Joao Silva. Io stesso, da quel giorno, ho scelto come foto profilo di FB una foto fatta in quella circostanza.

I freddi numeri. 38 anni e mezzo, 1871 tra telecronache e radiocronache. Una vita, anche di più. Quando si parla di un regno duraturo e incontrastato in ambito sportivo spesso si usa Sir Alex Ferguson come pietra di paragone: 27 anni di fila sulla panchina del Manchester United (ci sarebbe pure Guy Roux, ma i suoi 44 anni consecutivi all’Auxerre sono meno conosciuti). Bene: Salomone è durato oltre undici anni di più. Certo, con ruoli molto diversi, ma sono i numeri, impressionanti in entrambi i casi, a parlare.

Salomone ha attraversato indenne retrocessioni in serie C la sera di un matrimonio e promozioni guardando la partita in albergo, cessioni remunerative e talenti comprati a due lire, bidoni spacciati per fenomeni e campioncini veri, vittorie a San Siro e sconfitte casalinghe nei derby, il Bari dei baresi e il Bari dei cileni, degli svedesi o degli inglesi, presunte combine a Venezia e la schifezza accertata del calcioscommesse, i quasi sessantamila e le diserzioni, trattative vere, finte o presunte, compratori americani in aeroporto e tifosi in lacrime, pure loro in aeroporto. Ma non ha vissuto la prima stagione della nuova era, la prima iniziata sotto la gestione Paparesta.

Da maggio in poi quella di Gianluca Paparesta è stata una corsa a perdifiato con traguardi che i baresi potevano solo sognare, nonostante alcuni non fossero irrealizzabili: il cambio della denominazione del titolo sportivo, un programma ambizioso, allenatore e DS competenti e affamati, tanti acquisti nei primissimi giorni di mercato, il puntare forte su un settore giovanile da rimettere in piedi e ancora, la campagna abbonamenti, il servizio print@home, le nuove maglie. Poi certo, il nuovo logo: non sarà bellissimo e di certo rompe con la tradizione, ma voglio vedere il lato positivo, e il lato positivo è il render noto il processo creativo alla base della scelta. È tanto, per una società abituata a non comunicare coi tifosi e a chiudersi nella sua torre d’avorio.

Ma privare i tifosi del Bari della loro voce storica (con i diritti delle radiocronache ceduti, peraltro, alla stessa emittente che due anni fa decise di non credere più in questa squadra e che negli anni ha collezionato qualche scivolone, tra editoriali “sui generis” e la presentazione della squadra prevista nei passaggi televisivi ma avvenuta quando in TV trasmettevano la pubblicità), no. Serve più rispetto. Per i tifosi, e anche per Michele. Ed è per questo che #Salomonenonsitocca.

PS. Caro presidente, una soluzione forse ci sarebbe. Nel suo progetto ambizioso, più volte ha dichiarato di voler allestire un canale tematico. Diciamo un Bari Channel.
Beh, da oggi il telecronista forse migliore di Bari, certamente il più rappresentativo dei suoi tifosi, è un po’ più libero. Perché non gli fa una telefonata?

Annunci
The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.