Archivi categoria: Arcipelago Grillo

Priorità

catalano m5s
Un deputato propone un dibattito interessante sulla sua bacheca su un tema che riguarda moltissime persone, ma c’è chi mette a fuoco altre priorità.

Commenti a Cinque Stelle

Non la vedo più io, o dal blog di Beppe Grillo è stata rimossa l’opzione “commenti più votati”?

In questi mesi così caldi, per il M5S e in generale per tutta la politica italiana (ventiquattr’ore fa, la sparata di ieri contro la senatrice Gambaro), la voce “commenti più votati” era una cartina di tornasole utile a capire che aria tirasse fra i grillini. E in quanto tale, forse scomoda: non di rado, a fronte di post sempre più belligeranti contro tutto e tutti, buona parte dei simpatizzanti a Cinque Stelle non le mandava a dire a Grillo.

Tutto ciò, fino ad oggi, o fin quando è stato deciso questo giro di vite.

E dire che c’è ancora chi attende la piattaforma Liquid Feedback annunciata da Grillo (e i “Pirati” tedeschi, che l’hanno brevettata e che hanno anche qualche punto in comune col M5S, non esprimono giudizi particolarmente lusinghieri nei confronti del Movimento).

Ma mettetevi comodi, vedrete che arriverà.

La Gabanelli e il Grillo

16 aprile 2013, dopo l’ufficializzazione dei risultati delle “quirinarie” del M5S.
Grillo: “La Gabanelli è una signora, che è contro tutti i poteri forti, che fa indagini meravigliose, no? Ce li ha contro tutti. Ho chiamato anche Di Pietro […] Di Pietro sarà meno contento. Mettere lì un nome così è un segnale fortissimo di cambiare radicalmente le cose”.
E sul blog, questi erano i commenti più votati.

Poi, dopo la discussa puntata di Report del 19 maggio sui finanziamenti ai partiti che prende in considerazione anche il finanziamento del M5S, qualcosa cambia. Due post di utenti ospitati sul blog, due post dello staff di Grillo, un post del gruppo del M5S alla Camera e un post di un senatore del M5S, Lello Ciampolillo (barese, già candidato sindaco nel 2009 per la lista civica Beppegrillo.it, 749 voti).

Tutto ciò, tralasciando gli attacchi degli utenti del blog a Milena Gabanelli.

Non mi sorprende particolarmente questo dietrofront grillino su Milena Gabanelli, da Giovanna d’Arco dell’informazione italiana a “pagata”, “serva dei padroni”, “asservita” e conduttrice di un “programma di m…”. La verità resta sempre quella: ergere a paladino qualcuno che faccia le pulci agli altri, ma che non metta il naso nei cazzi nostri.

Buon 25 aprile

Procurarsi qualche “[Non siamo] nè di destra nè di sinistra!” un po’ qualunquista, che anzichè sembrare postideologico fa un po’ ignorantello, e qualche generalizzazione brutale (sono quanto di peggio ci possa essere nella dialettica in generale, figuriamoci in quella politica).

Aggiungere scivolosissime aperture a CasaPound in piena campagna elettorale, nonostante qualche misero tentativo di smentita, come se l’italiano fosse dono di pochi.

Mescolare con qualche personalissima rilettura storica, volta a nobilitare un fascismo che aveva “altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”.

Condire con qualche mancata celebrazione di ricorrenze nazionali, e servire a tavola con motivazioni un po’ banali (“Sono soldi pubblici, non è giusto sprecarli così”. E ancora, “tutti gli attivisti condividono e sposano in toto i valori antifascisti, ma vogliamo sottrarci alle solite polemiche sulla paternità della festa”) .

Beppe Grillo ha detto più volte che il M5S andrebbe ringraziato, perchè è grazie alla sua presenza che movimenti estremisti non fanno il boom di consensi: a questo scopo, più volte ha usato come esempio il percorso di Alba Dorata di Grecia.
Fermo restando che questo non lo può sapere nessuno e che sono solo sue valutazioni, mi preoccupa molto questa totale rimozione della memoria collettiva di una nazione. E abbiamo visto come non si tratti di un episodio isolato, ma piuttosto frequente.

Se Grillo oggi siede in Parlamento (non lui, ma ci siamo capiti), deve dire grazie a chi ha liberato questo Paese dai nazifascisti. Sono molto contento che ci sia ancora chi crede nella democrazia da tutelare e dunque nell’importanza di questi anniversari, anche tra i suoi parlamentari.

Buon 25 aprile a tutti. Anche a chi fa finta di dimenticarsene.

Pseudo-stronzi

(grazie al liveblogging di Europa)

10.35 Secondo le voci che arrivano dall’assemblea dei grillini il M5S sarebbe disposto a valutare nomi proposti da Napolitano.

16.32 Beppe Gillo smentisce a Sky Tg24 di aver parlato di «governo pseudotecnico».

16.47 Crimi all’uscita dal colloquio con Napolitano: non accordiamo fiducia a governi politici o pseudo-tecnici. Siamo disponibili a formare un governo a 5 stelle.

16.49 Rispondono alle domande dei giornalisti, ma il nome del candidato premier non c’è.

16.50 Un collega ricorda a Crimi la frase del mattino sul governo “pseudotecnico”. Per Crimi c’è stato un equivoco, non ha smentito perché era una non notizia.

17.07 Grillo in diretta sul pasticcio dello “pseudotecnico”: Siamo nel settore della psichiatria più che della politica. Devono andare via tutti, dobbiamo fare una verifica fiscale sui loro patrimoni”.

17.20 Grillo: siamo noi i nuovi francescani, porteremo noi l’Italia fuori da questo pantano. Sono dilettanti allo sbaraglio. Se gli italiani ci daranno l’opportunità, questo paese lo cambieremo.

***

Loro sono “i nuovi francescani”, gli altri sono “dilettanti allo sbaraglio”.

No a governi politici o pseudo-tecnici, sì a un governo Cinque Stelle (ma senza proporre nomi).

I due portavoce a tempo determinato rispondono alla stampa, Grillo parla in streaming, senza interruzioni e senza domande.

Pseudo-stronzi.

Due paroline all’on.Lombardi (M5S)

Appena una settimana dopo l’esito delle urne, il Movimento 5 Stelle ha già scelto i capigruppo (pro tempore: dopo tre mesi si cambia, hanno detto): si tratta di Vito Crimi per il Senato e Roberta Lombardi per la Camera.

La prima, ovvia, azione dei media è stata quella di scandagliare nei loro profili per fare le pulci ai neoeletti: è diventata probabilmente una degenerazione dei media, ma è inevitabile per chi si professa paladino della trasparenza. Chiamiamolo pure “contrappasso”: lo usava spesso, circa sette secoli fa, un fiorentino piuttosto famoso.

La prima scoperta fatta negli “archivi segreti” dei due grillini non è stata la più edificante: una mezza “difesa d’ufficio” da parte della neoeletta capogruppo alla Camera, onorevole cittadina Roberta Lombardi.

In un post sul suo blog, l’on.Lombardi scrive: “Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”. Montata prevedibilmente la polemica, l’on.Lombardi si è affrettata a spiegare meglio (?) la sua posizione in un nuovo post.

Vado controcorrente. Non mi sento di dire che l’uscita (infelice, molto infelice. Non è molto diverso dalla berlusconiana “Mussolini fece anche cose buone”) sia una apologia del fascismo, bensì che si tratti “solo” di una incauta e personalissima, e come tale pericolosissima, rilettura della storia del Novecento. Certo, non per questo motivo dichiarazioni di questo tipo possono passare sotto silenzio, tanto più alla luce di aperture inopportune.

Da cittadino a onorevole cittadino, però, la spiegazione non mi ha soddisfatto, e mi son sentito in dovere di scrivere a Roberta Lombardi. Dubito troverà il tempo per rispondermi, ma questo è quanto dovevo dirle.

Tagliati ad arte

Niente di personale, ma sono sempre più convinto che, piuttosto che assomigliare a militanti o elettori, molti simpatizzanti grillini siano più simili agli adepti di una setta. Basta che una dichiarazione di Grillo faccia parlare di sé e provochi discussione per vederli arrivare in massa, pronti a dibattere sui forum e sui social network e a difendere l’indifendibile.

L’accusa mossami ieri – avevo postato su twitter questo video di 16’40” con l’incontro tra Grillo e i militanti di CPI – è stata quella di non aver pubblicato il video integrale, bensì uno “tagliato ad arte”.
Chi l’ha affermato non si è neanche preso la briga di vedere come il primo video, quello di 16’40” e molto più “artigianale” (girato probabilmente con un telefonino), vada a incastrarsi nel video integrale, esattamente tra 1:09:00 e 1:25:40. 16’40”, tondi tondi. E dunque niente “censura” o “manipolazione” (che mai mi erano passate per la testa), quanto piuttosto solo due diversi video con le stesse parole.

Ah, che argomentazioni ferree.

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