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Maradona presidente del PDL

“E’ un altro spot pubblicitario: ho subito una persecuzione nel paese delle tasse“.

Discriminazioni territoriali

La bacheca Facebook di Matteo Salvini è un mondo fantastico, e leggerla è meglio di un giro sull’autoscontro.

La notizia sportiva del giorno è la squalifica di quattro turni a Philippe Mexes e la prossima gara casalinga del Milan, quella con l’Udinese, da disputarsi a porte chiuse per “discriminazione territoriale” (e in questo senso, le squadre italiane hanno iniziato malissimo la stagione).

Tutto ciò, ovviamente, al tifoso milanista Salvini non va per niente bene. È che proprio non si riesce a individuare il bersaglio dell’invettiva salviniana, però, dal momento che delle squalifiche nel mondo dello sport se ne occupa il giudice sportivo, e non si capisce come un giudice sportivo possa occuparsi delle “discriminazioni vere, che colpiscono la povera gente, fuori dagli stadi, tutti i giorni del mese!”.

E dire che in passato Matteo Salvini l’atmosfera da stadio ha dimostrato di conoscerla bene.

La Repubblica di Banana

Inteso come Nick. Forse la cosa più bella che abbia letto negli ultimi mesi (grazie ad Adriano per avermela fatta conoscere). È una lettura molto lunga, ma ne vale davvero la pena, anche perchè è scritta benissimo.

All’inizio ci ridi su, e anche tanto. Poi ti fermi, ci pensi e ti chiedi come sia potuta succedere una cosa così.

(avviso ai naviganti: va letta partendo dal post più in basso, “Cosa siete, una tribù di handicappati?”, al post più in alto, “Lo scontro finale”)

Come a calcetto

– Premier volanti, come a calcetto. Dopo due mesi o dieci provvedimenti si cambia. Una legge di stabilità vale tre decreti, una legge elettorale cinque. Dai, chi inizia?
– È indifferente chi inizia, tanto noi abbiamo il programma! Anzi, non c’è quello che l’ha scritto? Stig…Stielike…dai, sì, quello con la barba…Sting!
– Eh, ho provato a telefonargli ma non risponde. Richiamerò con l’anonimo. Per adesso scegliamo tra noi, tanto “uno vale uno”: chi se la sente?
– Aspetta, io non posso: qui non c’è rete e non riesco a trovare Palazzo Chigi su Google Maps. Mica accetto senza sapere dove dovrò andare. Iniziate voi.
– Ah, non guardate me. Ho appena incrociato la Bindi che mi voleva salutare a tutti i costi. Sicuramente mi voleva proporre qualcosa in cambio. Ma questa non ha capito che non siamo come loro? Non siamo mica tutti uguali! Addirittura la pretesa di salutarci. Mi ha proprio rovinato la giornata.
– Paolo, e tu?
– Oh, ma non si può mai vedere un cazzo di documentario in santa pace?

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