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#civaticapogruppo

“Pippo ha talento. […] Pippo è il più talentuoso tra tutti gli emergenti del partito. È più colto degli altri: in un mondo in cui laurearsi pare un optional, lui si destreggia con leggerezza e disinvoltura tra una citazione di Protagora e una di Jacques Derrida. È attivo, si dà da fare: gli ho visto inventare un milione di iniziative e manifestazioni, coinvolgere gente in tutta Italia in eventi mai banali né barbosi, come Andiamo Oltre e Prossima Italia, il suo campeggio estivo ad Albinea: tutte occasioni di incontro intelligente, laico, partecipato.”.
Non sono parole mie, ma del vicepresidente del PD, nonché neodeputato, Ivan Scalfarotto, tratte dal suo libro “Ma questa è la mia gente”.
E sono parole che descrivono Civati davvero bene.

È l’ideatore della mossa Boldrini-Grasso che in un sol colpo ha sparigliato le carte, alzato l’asticella in nome della buona politica e creato qualche primo scrupolo di coscienza nel M5S.

È probabilmente il migliore tra i neoeletti del PD (partito che, piaccia o no, ha contribuito enormemente al rinnovamento della “popolazione parlamentare”).

È uno che da subito ha studiato il fenomeno-M5S per capirne le cause e le proposte, mentre in tanti ci si stanno confrontando solo dal 25 febbraio. E non ci si può non confrontare con chi ha preso un terzo delle preferenze.

Ha un’idea chiara di cosa dovrebbe fare la sinistra italiana per sè e per il paese.

Legge, scrive, studia in continuazione. Non hai finito tu di leggere un suo libro, che lui ne sta già scrivendo un altro.

Ha un blog, e ha la bella abitudine di aggiornarlo in continuazione. Non è raro trovare a metà mattina già tre-quattro post. Qui, ad esempio, c’è il racconto del “debutto” alla Camera (con un’altra new entry di cui sono orgoglioso, Antonio Decaro), e qui la cronaca di come sono stati scelti i nomi dei nuovi presidenti di Camera e Senato.

Questi e molti altri motivi mi convincono di una cosa: che #civaticapogruppo (così come #civatisegretario) suoni proprio bene. Perchè, come dice lui, “le cose cambiano, cambiandole”.

PS. Ho ricordato qualche motivo valido per avere Civati capogruppo, ma come mi fa notare Vasilj forse ho dimenticato il più importante di tutti. È stato il primo a battersi, da solo, per avere le primarie per i parlamentari. All’inizio i big del partito lo guardavano come un alieno, salvo poi farsi incalzare da una base sempre più desiderosa di scegliere i propri rappresentanti e fare propria questa istanza manco fosse una loro idea (qui il comunicato ufficiale sul sito del PD).

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