Archivi tag: Milan

Discriminazioni territoriali

La bacheca Facebook di Matteo Salvini è un mondo fantastico, e leggerla è meglio di un giro sull’autoscontro.

La notizia sportiva del giorno è la squalifica di quattro turni a Philippe Mexes e la prossima gara casalinga del Milan, quella con l’Udinese, da disputarsi a porte chiuse per “discriminazione territoriale” (e in questo senso, le squadre italiane hanno iniziato malissimo la stagione).

Tutto ciò, ovviamente, al tifoso milanista Salvini non va per niente bene. È che proprio non si riesce a individuare il bersaglio dell’invettiva salviniana, però, dal momento che delle squalifiche nel mondo dello sport se ne occupa il giudice sportivo, e non si capisce come un giudice sportivo possa occuparsi delle “discriminazioni vere, che colpiscono la povera gente, fuori dagli stadi, tutti i giorni del mese!”.

E dire che in passato Matteo Salvini l’atmosfera da stadio ha dimostrato di conoscerla bene.

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Libertà di (sala) stampa

Per quello che sto per scrivere non serve scomodare Giancarlo Siani o i giornalisti quotidianamente ammazzati in Russia per ricordare come la stampa libera, usando un eufemismo, abbia sempre dato fastidio.

Qualche giorno fa, nella sala stampa del Milan durante la presentazione di Mario Balotelli, si è consumato uno spettacolo imbarazzante: tutto insieme, un concentrato di arroganza, delegittimazione e sarcasmo. In una parola: Adriano Galliani.

Tutto nasce dalla domanda di una giornalista del Tg1, che chiede al neorossonero cosa avesse provato ascoltando le parole del presidente Berlusconi in cui veniva etichettato come “mela marcia”. È allora che interviene Galliani, affermando che il presidente non aveva dovuto scusarsi di nulla perché quelle parole, in realtà, non le aveva mai pronunciate e bla bla bla, come in occasione di cento altre affermazioni dell’ex premier e centouno smentite del giorno dopo. Da quel punto in poi Galliani prende di punta la cronista “impertinente”, invitando la platea a non porre “domande inesatte”.

È stato un peccato vedere una sala stampa muta, con nessuno dei colleghi intervenuti a difendere la collega per una domanda legittima su dichiarazioni realmente rilasciate. Così come è stato un peccato che nessuno avesse un tablet col quale far vedere a Galliani un video. Questo. Ci sarebbe da rinfrescare la memoria ad Adriano Galliani.

(nel suo piccolissimo, questo post avrebbe anche avuto un senso, se solo il buon Marco Esposito non mi avesse letto nella mente scrivendo questo pezzo perfetto)

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